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Week In View (dal 30 agosto al 3 settembre)
La diffusione dei tanto attesi dati macro sull'economia USA, risultati superiori alle basse aspettative, ha rapidamente trasformato il senso di sconforto in sollievo, innescando una repentina inversione di marcia dei mercati. I titoli azionari USA hanno guadagnato il 6% dai minimi di martedì, chiudendo la settimana attorno a +3,75%, mentre, all’estremità opposta della gamma del rischio, il Treasury decennale ha visto i rendimenti salire di oltre 20 pb rispetto ai minimi, fino a chiudere la settimana in rialzo di 6 punti base. Nel Regno Unito, i prezzi delle azioni hanno guadagnato il 6%, un risultato simile a quello riportato dall'Europa nel suo complesso. Maglia nera al Giappone, dove il listini azionari hanno invece guadagnato solo 0,5% (in GBP).
Movimenti di Mercato
Mercati
|
3 Set 2010
|
% variaz.
|
S&P 500
|
1104.51 |
3.75 |
NASDAQ
|
2233.75 |
3.72 |
TSE 1st Section
|
823.70 |
0.50 |
FTSE S&P World Europe
|
311.53 |
4.05 |
FTSE All-Share
|
2800.22 |
4.31 |
DAX
|
6134.62 |
3.08 |
Hang Seng
|
20971.50 |
1.82 |
Citi World Govt Bond Index All Mats
|
585.94 |
-0.54 |
Obbligazioni**
|
3 Set 2010
|
27 Ago 2010
|
USA
|
2.70 |
2.64 |
Giappone
|
1.10 |
1.00 |
Germania
|
2.31 |
2.15 |
Regno Unito
|
3.11 |
2.99 |
Valute
|
3 Set 2010
|
27 Ago 2010
|
USD/Euro
|
1.29 |
1.27 |
GBP/Euro
|
0.83 |
0.82 |
JPY/USD
|
84.35 |
84.98 |
USD/GBP
|
1.54 |
1.55 |
JPY/GBP
|
130.22 |
131.49 |
Commodity
|
3 Set 2010
|
% variaz.
|
Petrolio (Brent)
|
75.08 |
-0.24 |
Indice CRB
|
510.91 |
3.54 |
1247.00 |
0.46 |
All’inizio della settimana, il timore principale degli investitori era la possibilità che due dei principali dati economici statunitensi avrebbero confermato i crescenti segnali di forte rallentamento della ripresa. Il sondaggio ISM (Institute of Supply Managers) manifatturiero raccoglie le opinioni degli operatori responsabili della gestione delle scorte e dei portafogli ordini di circa 400 società in merito all’accelerazione o al rallentamento di vari aspetti dell’attività aziendale.
Il timore era che, dopo avere raggiunto il picco nel corso dell’estate, questo indicatore potesse rapidamente scendere sotto quota 50, a indicare una contrazione dell’attività manifatturiera. Al contrario, il dato pubblicato non solo ha battuto le aspettative, ma ha anche sorprendentemente registrato un forte miglioramento del sentiment rispetto al mese precedente.
L’altra serie di dati chiave era la relazione sul mercato del lavoro – con l’importante rilevazione dei salari nei settori pubblico e privato - uno studio ampio ed esauriente, per quanto volatile, che si basa sui sondaggi effettuati fra i datori di lavoro responsabili di circa un terzo della forza lavoro totale del paese.
In questo caso - malgrado i numeri reali siano stati distorti dalle assunzioni e dai licenziamenti associati al censimento - il timore era che il settore privato non avesse creato alcun nuovo posto di lavoro nel mese di agosto. Anche qui, invece, il dato sulle assunzioni nel settore privato ha battuto le attese, soprattutto grazie ai settori dei servizi (come la sanità), ripristinando una certa propensione al rischio negli investitori.
La grande paura però è davvero passata? Ebbene, è innegabile che gli ultimi dati siano superiori a quanto non si potesse temere nello scenario peggiore e consentano di attenuare i timori di una nuova recessione negli Stati Uniti; ma altri fattori inducono a una cerca cautela.
Innanzitutto, i dati sono di difficile interpretazione. Chi segue i sondaggi elettorali sa bene che il margine di vantaggio di un partito è spesso inferiore al margine di errore possibile del sondaggio in questione. Allo stesso modo, anche nel caso dei dati economici, è difficile capire con certezza ciò che sta veramente dietro ai numeri rilevati; ad esempio, il settore privato avrebbe creato 67.000 nuovi posti di lavoro nel mese di agosto, ma il margine di errore di questa rilevazione è pari a circa 200.000 unità ogni mese.
In secondo luogo, sussistono alcuni segnali discordanti. Il settore dei servizi sembra avere contribuito più del manifatturiero alla creazione di posti di lavoro. Ma i risultati dei sondaggi offrono un quadro diverso. L’indice ISM manifatturiero ha evidenziato un buon numero di assunzioni da parte delle aziende, mentre un simile sondaggio non manifatturiero ha registrato una flessione. È difficile quindi stabilire con certezza un quadro definitivo e veritiero.
Come si presenta la situazione attuale? Malgrado la gradita sorpresa dei dati rilevati dal sondaggio manifatturiero, sembra che questo settore sia comunque e inevitabilmente destinato a rallentare, dopo 12 mesi di risultati spettacolari.
A questo punto, quindi, sarà fondamentale capire se il settore dei servizi sia in grado di raccogliere il testimone. In linea generale, i servizi sono responsabili del 75% di tutte le assunzioni negli Stati Uniti, in quanto si tratta di un settore a maggiore intensità di lavoro rispetto a quello della produzione di beni. In questo senso, il dato non manifatturiero, seppur non disastroso, costituisce quindi un segnale d’allarme. Intendiamo anche monitorare i dati sul mercato del lavoro pubblicati più frequentemente, come le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali, che sono rimaste saldamente oltre quota 470.000.
Per quanto riguarda il nostro posizionamento, restiamo sostanzialmente neutrali sui titoli azionari, preferendo indirizzare le prese di rischio sui Mercati Emergenti (azioni e obbligazioni) e sulle obbligazioni high yield. Crediamo che il sell-off dei titoli obbligazionari rappresenti un utile momento di verifica dell’integrità di questi mercati, viste le numerose pressioni di lungo termine destinate a mantenere bassi i rendimenti; tuttavia, continuiamo a detenere una posizione sottopesata. Non abbiamo un posizionamento significativo sui mercati delle commodity, che attualmente offrono scarse opportunità di diversificazione rispetto ai titoli azionari, anche se continuiamo a credere che l'oro beneficerà della politica monetaria accomodante nei paesi occidentali.
Andamento dei mercati azionari, valutari ed obbligazionari dalla chiusura del precedente venerdì alla chiusura dell’ultimo venerdì. Tutti i valori relativi agli indici sono espressi in valuta locale. Tutti i valori relativi agli indici azionari si basano esclusivamente sul prezzo. *Obbligazioni: rendimento decennale. Documento ad uso esclusivo degli operatori qualificati. Le performance passate non sono garanzia di quelle future. Pubblicato da BlackRock Investment Management (UK) Limited, 33 King William Street, Londra, EC4R 9AS, registrata in Gran Bretagna n. 2020394. Tel: 020 7743 3000. BlackRock Investment Management (UK) Limited è una società regolamentata dal FSA. Le telefonate potrebbero essere registrate. BlackRock è la denominazione commerciale di BlackRock Investment Management (UK) Limited. Le opinioni espresse si riferiscono al 06.09.2010, non costituiscono una consulenza all’investimento o altra forma di consulenza, e possono subire modifiche. Dette opinioni non riflettono necessariamente, in tutto o in parte, quella di BlackRock e la loro affidabilità non è garantita. Il presente documento ha scopo puramente informativo.